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L’ iconicità della comunicazione: movimento, gesti e parole

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Sia le lingue parlate sia le lingue segnate possono esplicare le funzioni di indicare, nominare, rappresentare. Il passaggio di una parola o di un segno da una funzione all’altra, dal semplice ”dire/nominare” al “mostrare/illustrare”, è quasi IMPERCETTIBILE.

Quando vengono utilizzate le scale generali dello sviluppo con i bambini molto piccoli, si ha l’impressione che si valuti poco il gesto sia dal punto di vista motorio, sia simbolico, sia comunicativo.

Spesso guardiamo al motorio come fluidità nella pianificazione, come coordinamento occhio – mano, ma non poniamo forse sufficiente attenzione alle funzioni simboliche che sottostanno a un determinato atto motorio.

Grazie allo studio delle Lingue Segnate, i ricercatori, hanno capito quanto sia importante per esempio il contatto oculare, l’espressione faciale, la postura, i movimenti del corpo e i gesti delle mani.

Le Lingue Segnate, che sono lingue a tutti gli effetti, ci mostrano chiaramente come l’aspetto motorio, l’aspetto cognitivo, l’aspetto simbolico e l’aspetto comunicativo siano strettamente interrelati.

In un recente lavoro di Olga Caprici & Morgana Proietti (2023), sono stati confrontati i GESTI prodotti da bambini udenti con i GESTI/SEGNI prodotti da bambini sordi segnati, in età prescolare. Si trattava di denominare l’immagine riprodotta in una foto. Risultati della prova di denominazione hanno messo in evidenza la somiglianza significativa tra i gesti e i segni prodotti in due gruppi.

Questi risultati rafforzano l’ipotesi che siano le prime esperienze motorie a influenzare rappresentazioni simboliche simili nei due gruppi.

Ancora una volta si può constatare come le azioni siano all’origine di gesti e segni in fine delle parole. La comunicazione ha la sua origine nel corpo.