L’approccio dell’EMBODIED CONITION, è una prospettiva comunicativa, cognitiva e motoria che sottolinea come la dimensione mentale è radicata nella dimensione fisica perché le strutture cognitive si fondano sull’esperienza corporea e fisico – percettiva degli esseri umani.
Studiosi delle prime fasi dello sviluppo infantile hanno sostenuto l’ipotesi che esiste il substrato neurale comune ai gesti e al parlato. Studiando le strategie di rappresentazioni che sottostanno ai gesti utilizzati da tutti i bambini nei primi tre anni di vita, possiamo individuare quattro strategie fondamentali.
La prima è “MIMO”, chiamata anche OWN BODY o IMPERSONAMENTO: tutto il corpo rappresenta l’azione o il personaggio.
La seconda “AFFERRAMENTO”, chiamata anche HAND-AS-HAND: le mani assumano un tipo di presa che rimanda all’azione su un oggetto immaginato.
La “MANO come OGGETTO”, chiamata anche HAND-AS-OBJECT: le mani diventano l’oggetto che si vuole rappresentare.
La quarta rappresentazione è “FORMA E MISURA”, chiamata anche SIZE-and-SHAPE: le mani tracciano la forma o indicano le dimensioni dell’oggetto che si intende rappresentare.
Secondo la linguistica cognitiva, il linguaggio non è un sistema autonomo, separato dalle altre capacità, ma una facoltà strettamente legata al complesso funzionamento della mente umana e quindi ad altre capacità cognitive, sociali e corporee.
“Non solo la voce, ma tutto il nostro parlare e capire, e sapere una lingua, affonda le sue radici in tutto il nostro corpo” – Tullio De Mauro (Linguista)